beb casa rossa monreale

B&B e Case Vacanze a Monreale Palermo -Info Line: Cell. (0039) 3358438400

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Visite ed Escursioni

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VISITE 

 

 

Da Palermo si sale verso Monreale percorrendo una strada fortemente caratterizzata dalla presenza di esedre, fontane e "vasotti". Al primo tornante, dopo la Rocca, è la Fontana del Pescatore (1768) con putti e delfini. A metà della lunga rampa è la Fontana del Drago (1767) di Ignazio Marabutti. Monreale, distante dal centro del capoluogo circa 8 km, è adagiata alle pendici del monte Caputo a m. 300 sul mare. La cittadina si formò nel basso medioevo attorno all'antica abbazia benedettina ed al monumentale duomo. È, da tempo assai remoto, sede arcivescovile. Tra il '600 ed il '700 si moltiplicarono gli istituti e gli edifici religiosi attorno ai quali si modellò l'attuale struttura urbana.

 

IL DUOMO 

 

Ha la facciata principale sulla piazza Guglielmo II ma vi si accede abitualmente dal portico disposto sul lato settentrionale, nella piazza V. Emanuele. Sorse in breve tempo, tra il 1174 e il 1176, per volontà del re Guglielmo II, ad opera di architetti e maestranze musulmane e subito consegnata ai monaci benedettini di Cava. Le porte bronzee sono opera di Bonanno Pisano (quella principale) e di Barisano da Trani rispettivamente del 1186 e 1179. L'interno del monumentale tempio è basilicale a croce latina. E raggiunge la lunghezza di 102 metri. Le navate sono separate da due file di gigantesche colonne di granito, tranne la prima di destra che è di cipollino. L'addobbo musivo, di ineguagliabile valore estetico, riveste all'interno tutte le pareti e si estende per una superficie di 6340 mq. Le decorazioni traggono spunto da episodi dell'Antico Testamento e da episodi evangelici. La chiesa ha un soffitto ligneo a capriate policrome, riprodotto nel 1816-37 su quello originale distrutto nell'incendio del 1811. Il pavimento marmoreo, con decorazioni geometriche, è in parte originale ed in parte del 1559. L'altare maggiore è opera di Luigi Valadier (eseguito a Roma nel 1771). Tra le altre opere, all'interno, è la cappella di S. Benedetto con pregevoli rilievi marmorei alle pareti, di Giovanni Marino (1728), e sull'altare, di Ignazio Marabitti (1760). Al "tesoro" si accede dalla cappella del Crocifisso, stupendo squarcio di fastosa arte barocca.

 

IL CHIOSTRO

 

Coeva e legata al resto del complesso è l'antica Abbazia Benedettina che, andata in rovina, fu in gran parte sostituita 

dal nuovo convento e si sviluppa attorno al celeberrimo chiostro. In esso è straordinaria la cadenza ritmica delle arcate con tarsie musive e rilievi di raffinato gusto; singolare la fontana angolare a guisa di palmizio. I capitelli abbinati costituiscono una vera e propria antologia scultore con soggetti sacri che si mischiano a quelli secolari, ai motivi animaleschi e vegetali di invenzione fantastica. Ai quattro angoli gruppi di quattro colonne con tralci e figure.

 

IL BAROCCO

 

Ricchissima la presenza nel tessuto urbano di chiese, conventi, ospizi, collegi, etc, edificati tra i secoli XVI ed il XVIII. Tra le opere più rilevanti il palazzo Comunale, che custodisce, nella sala del Consiglio, una Adorazione dei pastori di Mattia Stomer ed una Madonna con San Francesco e San Giuseppe di Antonello Gagini; la chiesa della Collegiata con dipinti di Marco Benefial e di Mattia Stomer ed il Crocifisso ligneo al quale è dedicata la suggestiva processione del 3 maggio; la chiesa della Madonna delle Croci che si affaccia dalle pendici del monte Caputo sulla cittadina normanna; la chiesa di San Castrenze, ornata da seguaci di Giacomo Serpotta, che conserva, sopra l'altare maggiore, una Madonna del Popolo di P. A. Novelli (1602).

   

ESCURSIONI

 

PALERMO

 

Metropoli mediterranea, con il suo immenso patri-monio artistico (al quale non si fa riferimento data la sua estesa ricchezza), l'armonia incantevole del-la natura che la circonda, la suggestiva bellezza delle sue coste, è meta obbligata ed ambita del tu-rismo internazionale. 

Utilizzando i link, inclusi nell'apposita sezione di questo sito, potrete ottenere tutte le informazioni sui monumenti e gli itinerari di visita.

 

SAN MARTINO DELLE SCALE

 

A 507 m. sul mare, si raggiunge da Monreale in dieci minuti percorrendo la strada panoramica. Vi ha sede l'Abbazia Benedettina con il vecchio Convento, fondato da Gregorio Magno, la cui storia è densa di avvenimenti. La chiesa, edificata nella seconda metà del XVI secolo, contiene il coro ligneo (1591-1597) opera di Benvenuto Tortelli da Brescia e l'organo del celebre artefice Raniero La Valle (fine secolo XVI). Numerosi pregevoli dipinti dello Zoppo di Ganci, di G. Borremans, Giuseppe Ribera, Pampillonia, P. Novelli ed un ciclo di De Matteis. Nel convento è conservato il gruppo marmoreo di S. Martino a cavallo, opera di I. Marabitti, e, nel refettorio, un affresco di P. Novelli. Sotto il campanile è la fontana Oreto, anch'essa opera di Marabitti.

 

MONDELLO

 

Adagiata nella baia, tra il monte Pellegrino e il monte Gallo, è il più importante centro balneare della regione. Mondello si fa notare soprattutto per la sua bellezza naturalistica. Il mare che la bagna ha colori unici e dei fondali ricchi di una vegetazione splendida e di antri sottomarini e scogli affascinanti. 

Offre una rete fittissima di bar, ristoranti e locali di svago.

 

PIANA DEGLI ALBANESI

 

(Hora e Arbëreshëvet), piccola cittadina di 6200 abitanti a 23 km da Palermo, sorge alle falde del Monte Pizzuta e guarda una suggestiva vallata dominata dalla presenza dell'omonimo lago sorto dallo sbarramento artificiale di uno dei rami da cui origina il fiume Belice. La fondazione di Piana degli Albanesi risale alla fine del XV secolo quando in seguito alla invasione della penisola balcanica da parte dei turchi ottomani, numerosi gruppi di profughi albanesi cercarono rifugio nelle vicine coste dell'Italia meridionale. La data di fondazione è il 30 agosto 1488. Ancora oggi, dopo cinque secoli, questa comunità ha mantenuto la propria identità etnico-linguistica e religiosa, pur partecipando attivamente alle vicende storiche siciliane e nazionali. Gli abitanti si chiamano Pianesi.

 

PORTELLA DELLE GINESTRE

 

Località siciliana (Palermo) nella quale il 1° maggio 1947 la banda di Salvatore Giuliano, su incarico della mafia, perpetrò una strage di braccianti riuniti pacificamente con i familiari per la festa dei lavoratori, pochi giorni dopo le elezioni regionali che avevano visto il successo del Blocco del popolo. 

I morti furono undici e i feriti sessantacinque.

 

FICUZZA

 

è una località che si sviluppa a 682 metri sul livello del mare e che rientra nella provincia palermitana. Il sito si ricorda soprattutto per l'ottocentesco "Casino di Caccia" voluto dal re Ferdinando III, un palazzo reale dalle non eccessive dimensioni costituito da una struttura esterna molto sobria ed elegante sovrastata dallo stemma dei Borbone. L'edificio è arricchito dalla presenza di una piazza delimitata ai lati da degli edifici adibiti agli ambienti di servizio. La bellezza della località è costituita non solo dalle strutture appena citate, ma anche da alcune località dall'alto valore naturalistico e paesaggistico. In effetti, il sito si trova nelle vicinanze della Rocca Basumba, un rilievo dalle pareti calcaree che si eleva fino a 1.613 metri, e del Bosco della Ficuzza, uno dei polmoni verdi della Sicilia. La bellezza naturalistica della località è valorizzata anche dalla vicinanza con il "Gorgo del Drago", un'oasi verde dove si ha la possibilita' d'ammirare il Fiume Frattina.

 

 

LA ZONA ARCHEOLOGICA DEL MONTE JATO

 

Adagiata sul versante meridionale del monte Jato, la cittadina presenta una splendida posizione panoramica che spazia su tutta la vallata sottostante. Percorrendo un sentiero distante tre chilometri dal paese si giunge in cima al monte in cui si trova l'area archeologica del Monte Jato. In essa si trovano i ruderi dell'antica cittadina elima, caratterizzata dalla compresenza di solide mura di fattura greco-romana, con pietre rigorosamente tagliate e sistemate, e di precarie mura di epoca medioevale erette come rifugio momentaneo. Nell'area archeologica sono state rinvenute diverse strutture appartenenti a varie epoche storiche fra le quali ricordiamo: l'Agorà, il Teatro, il Tempio di Afrodite e la Casa a peristilio.

 

CALATAFIMI

 

dista 69 Km. da Palermo e 38 Km. da Trapani alla cui provincia appartiene. Il comune conta 7.379 abitanti e ha una superficie di 15.475 ettari. Sorge in una zona collinare interna, posta a 300 metri sopra il livello del mare. 

La città sorta nel XII secolo in età araba (Kalat-al-Fimi) attorno al castello di Eufemio, roccaforte bizantina. Nel secolo XIV consolida il suo ruolo stra-tegico quando gli Aragonesi riedificano il castello e cingono di mura l'abitato. La città è legata alla battaglia contro i Borbonici vinta da Garibaldi durante l'avanzata dei Mille verso la capitale (15 maggio 1860), che fu decisiva per l'impresa in Sicilia

 

SEGESTA

 

Situato in spendida posizione, tra dolci colline dai colori ocra e rosso bruno che formano un piacevole contrasto con le infinite tonalità di verde, il Parco Archeologico è dominato dalla mole dell'elegante tempio dorico. L'antica Segesta, fondata probabilmente dagli Elimi, come Erice, diviene ben presto una delle principali città del bacino mediterraneo di influenza ellenistica e, nel V sec. è la più grande rivale di Selinunte. Per difendersi da quest'ultima, fa appello, nel 415 a.C. agli Ateniesi, che vengono però sconfitti da Siracusa, alleata di Selinunte. Nel 409 a.C.sollecita allora l'aiuto dei Cartaginesi che, giunti in Sicilia, annientano Selinunte ed Himera. Segesta viene a sua volta distrutta dal siracusano Agatocle nel 307 a.C, e rinasce con i Romani. Non si conoscono invece le sorti della città nel periodo successivo, anche se si suppone una sua istruzione da parte dei Vandali, il luogo continua ad essere abitato nel Medioevo come attestano i resti del Castello Normanno ed una piccola basilica triabsidata (poi abbandonata e ricostruita come eremo nel XV sec.), situati ove si trovava la zona nord dell'antica Acropoli. Quest'ultima sorgeva in due zone divise da una sella. La zona sud-est era residenziale, mentre quella a nord ospitava gli edifici pubblici, tra cui il teatro.

 

ERICE

 

Un sito di una bellezza indimenticabile caratterizza Erice, antica città fenicia e greca, arroccata a 751 m di altezza sul monte che porta lo stesso nome, coronato da no altopiano di forma triangolare a terrazza sul mare. Difesa da bastioni e mura, la città è un labirinto di stradine acciottolate e di varchi così stretti da permettere il pasaggio di un solo uomo. Le case, serrate le une alle altre, hanno graziosi e curati cortili interni, difesi e protetti dalla vista dei passanti in modo che la vita familiare si svolga nella più completa intimità. Nell'antichità, Erice era nota per il suo tempio ove i Fenici adoravano Astarte, i Greci Afrodite ed i Romani Venere. Il monte Eryx serviva da punto di riferimento per i navigatori dei quali Venere divenne ben presto la protettrice. La notte, un grande fuoco acceso nell'area sacra fungeva da faro. La fama di Venere Ericina divenne tale che le venne dedicato un tempio anche a Roma ed il suo culto si diffuse in tutto il Mediterraneo. Erice ha due volti: quello solare e luminoso delle calde giornate estive, quando la luce inonda le stradine e stupendi panorami si aprono sulla vallata e sul mare, e quello delle giornate invernali quando, avvolta nelle nuvole, la cittadina sembra ricongiungersi alle sue radici mitiche e dona al viaggiatore la sensazione di essere giunto in un luogo fuori dal tempo e dalla realtà. L'atmosfera medievale, l'aria fresca, le belle pinete che la circondano, la tranquillità che vi regna e l'artigianato locale la rendono una delle mete privilegiate dai turisti.