


Ex
Ospedale
di Santa Caterina |

|
|
|
| |
 |
|
MONREALE
notizie storiche |
|
|
•
La leggenda
Monreale, a circa 310 metri di altezza s. l. m.
e a dieci chilometri dal capoluogo di Palermo, è
una delle mete più ambite per tutti i turisti
che vengono in Sicilia. Originariamente chiamata
Monte Reale, in posizione elevata sopra la Conca
d'Oro, era, in epoca normanna, riserva di caccia
dei regnanti che in seguito vi costruirono anche
una residenza. Solo quando Guglielmo II d’Altavilla
nel 1174 decise di edificare qui la famosa cattedrale,
dedicata a Santa Maria La Nuova, con l'annesso palazzo
reale ed il monastero benedettino, che il papa Lucio
III elevò al rango di sede vescovile, iniziò
a formarsi un nucleo urbano vero e proprio di cui
il centro vitale si identifica ancor oggi con la
zona intorno all'edificio. Piazza Vittorio Emanuele
con la fontana del Tritone, si trova sul lato sud.
La facciata principale si affaccia invece su una
piazzetta più piccola, dalla quale si accede
sia al chiostro che ad un piccolo giardino pubblico.
Da qui si gode di una bellissima vista sulla Conca
d'Oro. La leggenda vuole che Guglielmo II, succeduto
al padre sul trono di Sicilia, si fosse addormentato
sotto un carrubo, mentre era a caccia nei boschi
di Monreale…
|
|
•
Monreale
Il paese ha origine nel 1174 anno di costruzione
del duomo.
Nel corso degli anni il paese si estende attorno
a esso, alle spalle del monte Caputo e Cuccio (da
Put, africa, e Cuz, arabia). A nord il quartiere
pozzillo sorto su un preesistnte casale arabo e,
dietro le absidi, il quartiere Ciambra, dimora dei
funzionari del re e dei maestri mosaicisti. Nel
XVI secolo viene costruita la Strada Ranni, il corso
cittadino oggi intitolato a pIetro Novelli, grande
artista monrealesedel ‘600.Nel 1623 l’arcivescovo
Venero inizia un piano urbanistico per far fronte
all’epidemia di peste che imperversava nell’intera
isola duomo. I documenti riportano che la malattia
fu debellata grazie alla processione delle sacre
spoglie di Santa Rosalia mentre il primo Viaggiu
‘o Signuri, ovvero la processione del SS.
Crocifisso permise il miracolo delle tanto sperate
piogge. Nel XVIII secolo, l’arcivescovo Testa,
grande mecenate, promuove gli studi da far diventare
il semnario arcivescovile (prima palazzo medievale
del re) centro culturale di altissimo livello. Viene
ristrutturata la cinquecentesca strada che collega
Monreale a palermo, nota come la strada-monumento
per i ricchi decori delle fontane del Marabitti.tema
di queste ultime è quello naturalistico:
l’armonica combinazione dell’acqua,
delle conchiglie e dei monti rimandano a concetti
di abbondanza, fecondità e rigenerazione.
|
|
•
Il
Duomo
…In sogno gli apparve la Madonna che gli rivelò
l’esistenza di un tesoro sotterrato dal padre
proprio sotto quell’albero. Gli suggerì
di dissotterrarlo e costruire un tempio in suo onore.
La costruzione doveva superare in bellezza la Cappella
Palatina, edificata dal nonno Ruggero. E così
vennero impiegate le migliori maestranze. La chiesa
era circondata a nord dal palazzo reale e a sud
dal convento benedettino di cui oggi si può
ammirare il bellissimo chiostro. La chiesa è
il risultato della mescolanza dei vari stili che
sono stati impegnati nella sua realizzazione. Le
due torri massicce che inquadrano la facciata, l'alta
abside fiancheggiata dalle due absidiole, la pianta
basilicale e quindi la struttura del duomo sono
normanne. Di impronta islamica è invece la
decorazione delle absidi delle quali si gode la
vista migliore da via dell'Arcivescovado. Sotto
il portico sulla facciata principale troneggia il
bellissimo portale bronzeo che Bonanno Pisano, architetto
e scultore a cui si deve anche la famosa torre di
Pisa, realizzò nel 1185. Nella chiesa si
trovano le tombe di Guglielmo I e di Guglielmo II
e, racchiuso in un altare, il cuore di S. Luigi,
morto a Tunisi nel 1270 quando in Sicilia regnava
il fratello Carlo I. La cappella del Crocifisso
presenta un'esuberante decorazione barocca, tutta
in marmo. Il crocifisso ligneo è del '400.
Nell'abside centrale troneggia, imponente, il Cristo
Pantocratore con sotto, la Vergine col Bambino affiancata
da angeli ed apostoli. Nell'ultima fascia: figure
di santi. Al centro del sottarco, il trono del giudizio.
Le due absidi laterali ospitano le due immagini
di S. Pietro (a destra) e S. Paolo (a sinistra).
La storia della vita di Cristo è presentata
nella zona presbiteriale, dove vengono raffigurati
gli episodi dell'infanzia di Cristo. La maturità
di Cristo è invece presentata nei due bracci
del transetto, fino alla discesa dello Spirito Santo.
Le navate laterali invece illustrano alcuni miracoli
di Cristo. Nell'arco trionfale, sopra il trono episcopale,
il re Guglielmo II nell'atto di offrire il duomo
alla Vergine; sopra il trono reale. Guglielmo II
viene incoronato da Cristo. La navata centrale è
invece dedicata al Vecchio Testamento. Il chiostro,
eseguito sul finire del XII secolo, è uno
dei più bei esempi architettonici ispirati
all'arte musulmana.
|
•
Casa
di Antonio Veneziano
Situata nel cuore del quartiere della
Pozzillo, nel 1543 vi nacque Antonio
Veneziano grande poeta e umanista del 500. |
•
Chiesa
di San Vito
Primo
intervento di sacralizzazione del monte Caputo.
Di origini normanne, probabilmente antecedente al
Duomo, la chiesa ha subito attraverso i secoli diverse
trasformazioni, testimoniate da numerosi segni.
Di notevole valore sono le statue lignee, i dipinti
a olio e gli arredi sacri che adornano il suo sontuoso
interno neoclassico, dove si conservava anche un
trittico in legno dorato raffigurante la Madonna
col Bambino tra i Santi Vito e Castrense databile
intorno al 1460 e attualmente conservato presso
la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo. |
| |
•
Chiesa
della Madonna dell'Orto
Deliziosa
chiesa in sobrio stile barocco eretta nel 1619
in un giardino dove, tradizione vuole, fu ritrovata
un’immagine della Madonna dipinta su pietra.
Nel 1680 venne completamente ristrutturata e il
suo interno fu adornato di pregevoli stucchi,
pitture e preziosi arredi sacri. Contribuirono
all’arricchimento della chiesa vari artisti
dell’epoca tra cui, il più importante
Pietro Novelli a cui si attribuiscono l’Angelo
Custode e Le Tre Sante Vergini.
|
| |
| •
Chiesa
di San Castrenze
Viene fondata nel
1499 insieme al vasto (e ormai demolito) monastero
delle benedettine, il quale diviene polo attrattivo
per l’espansione urbana verso occidente e
luogo privilegiato per lo svolgimento della grande
fiera di Maggio. Ad unica nave con largo coro, viene
restaurata e ingrandita dall’arcivescovo Venero
nel 1626, dunque impreziosita da straordinari stucchi
barocchi del Serpotta, i quali manomessi più
volte nel corso dei secoli, stanno trovando nuova
luce con le recenti opere di restauro. Al suo interno,
inoltre, grandi tele di Antonio e Pietro Novelli,
nonché un particolarissimo esempio di prezioso
reliquario e un grande coro ligneo settecentesco
di stupefacente fattura.
|
| |
•
Ex
Ospedale di Santa Caterina
Si
edifica nel 1646 su committenza arcivescovile. Con
piccola chiesa annessa e ampio cortile interno presenta
sulla Strada Ranni una facciata ad andamento sinusoidale
notevole dal punto di vista compositivo. Recentemente
sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’edificio.
|
| |
|
•
Collegio
di Maria
Iniziata
nel 1724, si impone per la vastità dell’area
che occupa, con un impianto quadrangolare a corte
e duplice affaccio su strada: su via A. Veneziano
presenta i caratteri dell’architettura manieristica,
mentre sull’attuale piazzetta Vaglica la facciata
presenta l’aspetto moderno donatogli dall’intervento
di Basile, esteso a tutta la piazza dalla spazialità
barocca. |
| |
•
Chiesa
della SS. Trinità
Ultimata nel 1763 e intitolata alla SS. Trinità
ha impianto centrico ad ottagono quadrilobato. Risulta
particolarmente suggestiva per il candore dorato
della grande cupola la cui volta interna raffigura
una stella ad otto punte. |
| |
| •
Chiesa
di S. Giuseppe
Edificio
sacro seicentesco ampliato e ristrutturato nel Settecento,
quando assume l’attuale configurazione con
impianto a croce greca , tre navate, cupola centrale
e facciata a due ordini sovrap-posti in chiaro stile
barocco.
•
Chiesa
dell’Odigitria
Edificata
nel 1596 ad opera della Compagnia di S. Francesco
D’Assisi,. La chiesa è dedicata alla
Madonna dell’Odigitria, ovvero Colei che indica
Cristo, unica via di salvezza . E’ decorata
con stucchi del Serpotta e la sua volta fu affrescata
da Pietro Novelli .
•
Chiesa
degli Agonizzanti
Chiesa
edificata alla fine del Quattrocento all’interno
dell’antica cinta muraria. Particolare è
la posizione del suo altare, infatti è il
primo a non essere posizionato ad oriente. Utilizzata
come cappella delle carceri nel XIV sec., (tutt’ora
esiste l’adiacente torre delle carceri ),
fu ingrandita nel 1698 e abbellita con decori del
Serpotta. |
| |
•
Chiostro
dei Benedettini
Il Chiostro, il più completo monumento della
scultura romanica in Sicilia, struttura che vive
di una fantasia lussureggiante e che seppe eccellentemente
unire le tre arti maggiori del tempo (scultura,
pittura e architettura). Arti capaci di concorrere
a quell’organicità indivisibile che
quest’opera eccezionale propone con estrema
visione unitaria.Edificato tra la fine del XII e
gli inizi del XIII secolo, è un perfetto
quadrato che lungo i lati si snoda in una serie
di archi ogivali, aprendosi così all’interno
di quello che era il giardino del convento.Le ben
228 colonnine sono opera di artisti provenenti dalla
Provenza e nelle quali, liberi di abbandonarsi,
ispirati dalla loro fantasia creatrice, vi impressero
i motivi più diversi, senza alcun preciso
piano iconografico. La varietà dei decori
a rilievo dei capitelli è inesauribile: scene
della vita di Cristo ed altre dell’antico
Testamento, alternandosi a volte con scene di caccia,
di vendemmia e di guerrieri in lotta. Pratica eccezione
alla linearità perfetta dell’impianto
è un piccolo loggiato angolare, al cui centro
si trova, la “Fontana del re” (così
chiamata poiché si narra che Guglielmo il
Buono vi andava ad abbeverarsi).
|
| |
•
Belvedere
o giardino di delizie
Sorge
tra le mura del monastero e le sue fortificazioni,
su un terrapieno che esalta la prospettiva sulla
Conca d’Oro e sul Golfo di Palermo. Di matrice
islamica e presumibilmente coevo al complesso
abbaziale, propone al suo interno un grazioso
giardinetto che ospita un busto dedicato a Rosolino
Pilo. Infine, degna di mensione è l’importante
“Galleria Civica di Arte Moderna”
che conserva 103 opere d’arte di maestri
del 900 e una litografia del De Chirico.
•
Palazzo
Arcivescovile Edificato
tra 1418 e il 1449 da G. Ventimiglia, primo arcivescovo
no benedettino è ottenuto mediante la ristrutturazione
di parte dell’ala orientale del monastero.
Così facendo, e l’arcivescovo anticipa
di gran lunga quanto il Concilio di Trento renderà
obbligatorio: che gli arcivescovi godano di una
loro sede stabile. Di forma rettangolare, l’edificio
si articola attorno ad un ampio cortile. Dal cortile
volgendosi ad oriente si nota un delicato prospetto
merlato sul muro che sostiene la scoscesa parete
dello strapiombo, mentre verso tramontana vi si
trova dischiuso l’imponente portale d’ingresso.
La struttura subirà successivamente intorno
al 1816, dei restauri grazie all’intervento
dell’arcivescovo B. Balsamo.
•
Palazzo
Reale
Costruito per volontà di re Ruggero, il Palazzo
è probabilmente antecedente al Duomo, da
cui è ancora oggi separato da una strada.
Con la morte del re cessa la sua funzione ed inizia
un lento ed inarrestabile degrado fino alla fine
del 400, quando si avviano le sue prime grandi trasformazioni
legate a nuove destinazioni d’uso (Palazzo
di Città e Seminario Arcivescovile).L’originario
ingresso sul grande slargo antistante il portico
laterale del real tempio viene sdoppiato dando luogo
a due facciate opposte di due edifici di eguale
importanza.Nel XVIII secolo viene restaurato e abbellito
con affreschi e innesti barocchi, tra cui il portale
su via Arcivescovado, opera del Marabitti.
•
Monastero
Benedettino
Edificato insieme al real tempio, ha un impianto
a corti interne, composto da un quadrato con chiostro
centrale attiguo alla chiesa e da un rettangolo
la cui corte (delimitata dalle officine, dai laboratori
e dal refettorio dei monaci) termina nella cortina
delle medievali, mura difensive e delle torri occidentali
(del Belvedere, della Fornace e delle Carceri sono
quella tuttora ammirabili, cui si aggiungono altre
recentemente venute alla luce durante i lavori di
restauro). L’ala est ebbe la funzione di sala
capitolare fino al 1599, anno in cui fu trasformato
dall’arcivescovo in cappella di S. Placido.
Nella parte ovest del complesso aveva sede un grande
dormitorio a due piani. Alla seconda metà
del Settecento risale la ricostruzione del nuovo
monastero sull’antico refettorio, la cui facciata
del 1780 insieme al portico della chiesa e della
statua centrale determina la spazialità barocca
della piazza.Nel 1875 il monastero viene ceduto
al municipio e adibito a scuola.
•
L’arcidiocesi
di Monreale
L’istituzione
della arcidiocesi di Monreale coincide con la fondazione
dell’abbazia di Santa Maria La Nuova.In un
epoca in cui il potere si contendeva a suon di opere
d’arte, nel 1174, mentre ancora l’Abbazia
era in costruzione, il Papa nomina Monreale sede
arcivescovile, nonostante Palermo (ancora priva
di una Cattedrale) disti non più di cinque
miglia. “In tal modo la nuova istituzione
si configura quale centro di potere eccezionale
e senza precedenti per protagonisti, per vastità
territoriale, per configurazione spaziale e soprattutto
per ideazione. Non è azzardato quindi riconoscere
in essa una dimensione cosmopolita”. Mischia
in essa, infatti, una componente architettonico-urbanistica
orientale e una componente politica occidentale:
essa è l’unica curia in Sicilia dotata
di giurisdizione feudale fino al 1775 quando questa
passa allo Stato. “Questa anomalia che è
anche la sua forza” è la risposta ad
un eccezionale clima di tensione: “i due massimi
protagonisti del potere […]- monarchia e papato
– si trovano uniti contro la Chiesa di Palermo”.
L’abbazia di Santa Maria La Nuova viene simbolicamente
dunque, in posizione privilegiata, su di un pianoro
che domina la Conca d’Oro e l’intera
città di Palermo, all’interno del Genoardo
(Giannat al ard), il vasto parco reale di caccia
che re Ruggero aveva realizzato a Ovest delle mura
palermitane e che Guglielmo II si accingeva a completare
ed ampliare ancora più a occidente. Sicchè
la paradisiaca armonia tra architettura e natura
costruita nella armonica combinazione di agrumeti,
peschiere, specchi d’acqua, edifici di delizia
per la sosta dei re (vedi la Zisa e lo Scibone,
poiché la Cuba verrà costruita nel
1190) viene arricchita dalle nuove splendide architetture
monrealesi: il Duomo, il Chiostro e il Dormitorio
benedettini, il Palazzo reale (oggi Palazzo di Città
e Seminario arcivescovile), il Castello di S. Benedetto
(detto Castellaccio) sul Monte Caputo etc.
Nel
contempo il re attua ampie concessioni territoriali
alla nuova arcidiocesi, la quale continua ad ingrandirsi
ed arricchirsi, inglobando ampli territori: tra
gli altri, la vasta e fertile piana di Partinico
sul versante costiero e la magna divisa di Corleone
nell’entroterra dalla selvaggia bellezza.
Luoghi che vantano una loro identità storica
del tutto particolare, tra periodi di floridezza
e momenti di profonda crisi, seguiti da incredibili
ed insperate rinascite.
|
|
|
|
|



| Il
chiostro dei Benedettini |
|